Il saggio di Matteo Re sulla risposta pedagogica al terrorismo italiano degli "anni di piombo" descrive, tra l'altro, il programma didattico di Aiviter "Memoria Futura" e il progetto europeo "Counternarrative for Counterterrorism" C4C
giovedì 24 febbraio 2022
sabato 5 febbraio 2022
Model Legislative Provisions For Victims of Terrorism
The Model Legislative Provisions were developed starting in 2020 under the Inter-ParliamentaryUnion(IPU)-United Nations Joint Programme on Countering Terrorism and Violent Extremism, which supports parliamentary actions on counterterrorism and preventing violent extremism through a“whole-of-society” approach. The project was implemented by the IPU, UNOCT and UNODC, in close cooperation with United Nations entities, victims, civil society organizations and regional parliamentary organizations, such as the Parliamentary Assembly of the Mediterranean, the Parliamentary Assemblyof the Organization for Security and Cooperation in Europe and the Inter-Parliamentary Assembly of Member Nations of the Commonwealth of Independent States.
The Launch of the Model Legislative Provisions tooke place virtually on Friday 4 February 2022 and here is my statement on behalf of Associazione Leon Battista Alberti:
The European Union, during the last decade, has developed two main legislate tools: one for victims in general and one for the victims of terrorism: the Directive n. 29 in 2012 and Directive n. 541 in 2017.The European Commission's recent reports on the implementation of these Directives show that further progress is needed to reach the full potential of these instruments. This is mostly because of their incomplete transposition at the nation level. Most Member States, in fact, have still not fully transposed the minimum standards agreed in the EU rules. So, there are several on-going infringement proceedings for incomplete transposition of the Victims' Rights Directives against most of the EU Member States.In Italy most of the legal support to past and present victims of terrorism is carried out by the associations of victims. They are self-help groups that for decades have been advocating for recognition, dignity, memory and truth. The effort of the Italian associations or the single victims, has focused on the recognition of rights; the historical reconstruction of the facts of terrorism, that have fallen into oblivion; the education for legality and nonviolence, and more recently, the prevention of violent extremism.However, victims' rights are a recent conquest of legal civilization, which still need to be finalized and implemented, especially in their practical application. We still see a deep-rooted legal culture that places the offender at the center of law and prosecution. For this reason, I strongly wish that the Model Legislative Provisions by the UN Office of Counter-Terrorism, may be a fruitful initiative for strengthen the Victims of Terrorism rights all around the world.Thanks for your kind attention.
sabato 22 gennaio 2022
La riforma Cartabia sulla giustizia riparativa dimentica i servizi alle vittime di reato
La Rete Dafne segnala l'assenza dei servizi alle vittime che rischia di inficiare la mediazione penale.
giovedì 20 gennaio 2022
Lesson on Terrorism and CT at Portsmouth University
giovedì 13 gennaio 2022
What are persecutory texts if not what we today call conspiracy theories?
[notes of linguistic clearcy]
"Girard coins the term textes de persécution (persecutory texts) to refer to texts which are unconsciously structured by the sacrificial logic that he has uncovered. However, after La Violence et le sacré, in Des choses cachées depuis la fondation du monde Girard introduces a development in his thought which he will explore further in Le Bouc émissaire. What he calls textes de persécution are texts, be they historical or mythical, which are complicit with the designation and persecution of scapegoats; for example, anti-Semitic texts are written as if their authors really believed in the guilt of the Jews, so such texts actively encourage and participate in the violence of the persecutory mechanism." (Colin Davis & Elizabeth Fallaize, French fiction in the Mitterrand years : memory, narrative, desire. Oxford : Oxford University Press, 2000, p. 46)
"The malevolent intent assumed by most conspiracy theories goes far beyond everyday plots borne out of self-interest, corruption, cruelty, and criminality. The postulated conspirators are not merely people with selfish agendas or differing values. Rather, conspiracy theories postulate a black-and-white world in which good is struggling against evil. The general public is cast as the victim of organised persecution, and the motives of the alleged conspirators often verge on pure maniacal evil. At the very least, the conspirators are said to have an almost inhuman disregard for the basic liberty and well-being of the general population. More grandiose conspiracy theories portray the conspirators as being Evil Incarnate: of having caused all the ills from which we suffer, committing abominable acts of unthinkable cruelty on a routine basis, and striving ultimately to subvert or destroy everything we hold dear." (Brotherton, Robert (2013). "Towards a definition of 'conspiracy theory'" . PsyPAG Quarterly. 88: 9–14)
domenica 9 gennaio 2022
Les « années de plomb » dans le rétroviseur de Paris et de Rome
Sul Journal du Dimanche alcune mie dichiarazione sul caso dei nove ex terroristi colpiti nell’aprile scorso da mandato di arresto in #Francia sulla cui estradizione sta decidendo la giustizia d'oltralpe #annidipiombo #giustizia pic.twitter.com/UnaKeSoA7W
— Luca Guglielminetti (@NCLetterario) January 12, 2022
mercoledì 5 gennaio 2022
L’Italia messa in mora dall’Europa sui diritti delle vittime del terrorismo
«Gli Stati membri provvedono affinché siano posti in essere meccanismi o protocolli per l’attivazione di servizi di sostegno alle vittime del terrorismo nel quadro delle infrastrutture nazionali di risposta alle emergenze. Tali meccanismi o protocolli prevedono il coordinamento delle autorità, delle agenzie e degli organismi pertinenti per poter fornire una risposta globale alle esigenze delle vittime e dei loro familiari immediatamente dopo un attentato terroristico e per tutto il tempo necessario, compresi mezzi adeguati che facilitino l’identificazione delle vittime e la comunicazione con esse e le loro famiglie».Gli Stati membri della Ue hanno quindi l'obbligo di fornire consulenza e informazioni su questioni legali, pratiche o finanziarie pertinenti come parte integrante del sostegno offerto alle vittime subito dopo un attacco terroristico. E, viceversa, le vittime del terrorismo hanno il diritto di essere informate sui propri diritti e i servizi posti a loro disposizione. Cioè il diritto delle vittime a ricevere, fin dal primo contatto con un'autorità competente, le informazioni fattuali e di attualità sull'aggressione, sulla situazione attuale e sulla condizione dei propri cari, da una parte; e il diritto ai servizi (ad es. psicosociali, legali, medici e finanziari) che le aiutino ad affrontare l’attentato e le sue conseguenze in modo pratico e resiliente.
Un mese fa, il 2 dicembre 2021, la Commissione Europea ha scritto al Ministro degli Affari esteri, on. Di Maio, per segnalare l’avvio della procedura di infrazione, la n. 2021/2180. Ovvero la lettera di costituzione in mora ex art. 258 TFUE, proprio perché giudica non recepito nella legislazione italiana il comma 4 dell’art. 24 della Direttiva 2017/541.
In Italia non solo manca il recepimento di questa Direttiva, ma anche quando la Commissione Europea ha istituito, negli ultimi due anni, un “Centro di competenza dell’UE per le vittime del terrorismo – EUCVT”(*) per offrire competenza, orientamento e sostegno alle autorità nazionali e alle organizzazioni di assistenza alle vittime del terrorismo, le prime, le autorità italiane, cioè i ministeri di Interni e Giustizia, sono state completamente latitanti. Ho potuto constatalo direttamente quando, nel corso del 2021, mi sono trovato nel ruolo di funzionario nazionale della formazione per l'Italia del Centro EUCVT. Al corso organizzato sui diritti delle vittime del terrorismo nelle Direttive europee hanno preso parte esclusivamente soggetti del volontariato e del privato sociale: i centri della Rete Dafne, le Misericordie e gli psicologi dell’emergenza.
«(L'Italia) ha pagato, più volte, in un passato non troppo lontano, il prezzo dell'odio e dell'intolleranza. Voglio ricordare un solo nome: Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell'ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano».
Nella situazione italiana, tutto appare non solo retaggio dei faticosi decenni occorsi alle vittime del terrorismo per aver riconosciuti i loro primi diritti nel 2004, con la legge n. 206, ma è oltremodo paradossale alla luce del fatto che in Parlamento giace proprio una proposta di legge, la n. 2935, di riforma di quella legge del 2004 e anche il quel testo è assente il recepimento della Direttiva.
Insomma, il disinteresse del côté politico è inversamente proporzionale all’interesse di chi nella società civile si occupa di vittime, giustizia e riabilitazione psicosociale. Eppure l’utilità fondamentale di avere un pronto intervento che informi e supporti le vittime, i superstiti e i loro familiari, risiede nella necessità di una cura che quanto prima è avviata, quanto più evita un aggravarsi del quadro psico-traumatico e psicosociale dei soggetti coinvolti in un attentato terroristico. La letteratura scientifica in materia conferma, cioè, l’utilità di un tale diritto europeo.
Chissà che Mattarella o qualche "responsabile" in Parlamento non abbia voglia di spendere qualche parola in supplenza di quelle omesse dal resto dei decisori politici italiani? Del resto “il prezzo dell’odio e dell’intolleranza” si può risarcire proprio garantendo i diritti alle vittime di odio e intolleranza.
Torino 2 Gennaio 2022
EU Centre of Expertise for Victims of Terrorism
lunedì 20 dicembre 2021
Da Gerusalemme a Gerusalemme: Satana ed Eichmann
[annotazione su Arendt e Girard]
Tradizionalmente il male viene posto in diretta connessione con la dimensione satanica o demoniaca, un qualcosa quindi che a che fare con una profonda malvagità.
“A Gerusalemme però Arendt si trovò di fronte a qualcosa di totalmente diverso: ciò che maggiormente la colpì fu la straordinaria superficialità del criminale; tale superficialità rendeva impossibile ricondurre gli atti di quest’uomo a delle cause e motivazioni profonde. Gli atti compiuti da Eichmann erano profondamente malvagi, mostruosi, e tuttavia l’artefice di tali atti era un uomo ordinario, mediocre. Egli non appariva dunque con le caratteristiche demoniache, attribuite dalla tradizione, a chi compie atti così mostruosi. Non malvagità dunque, ma assenza di pensiero”(1):
“Quanto più lo si ascoltava, tanto più era evidente che la sua incapacità di esprimersi era strettamente legata a un’incapacità di pensare, cioè di pensare dal punto di vista di qualcun’altro.”(2)
Nell’appendice del 1964 sulla Polemica sul caso Eichmann, la Arendt prima di ribadire la mancanza di immaginazione e idee, usa ‘parole povere’:
“Eichmann non era uno Iago né un Macbeth, e nulla sarebbe stato più lontano dalla sua mentalità che «fare il cattivo» - come Riccardo Terzo - per fredda determinazione. Eccezion fatta per la sua eccezionale diligenza nel pensare alla propria carriera, egli non aveva motivi per essere crudele, e anche quella diligenza non era, in sé, criminosa; è certo che non avrebbe mai ucciso un suo superiore per ereditarne il posto. Per dirla in parole povere, egli "non capì mai che cosa stava facendo".(3)Mi stupirebbe se non l’avesse mai notato prima nessuno, ma quelle ‘parole povere’ richiamano in maniera piuttosto evidente, anche se magari ( e probabilmente) in modo del tutto involontario, l’invocazione di Cristo in punto di morte.
"E’ la famosa frase che Gesù pronuncia dopo essere stato crocefisso: -Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno- (Luca, 23, 34). Come per le altre frasi di Gesù, dobbiamo guardarci dallo svuotare queste parole dal loro senso fondamentale riducendole a una formula retorica, a un’iperbole lirica. Ancora una volta bisogna prendere Gesù alla lettera. Egli descrive l’incapacità, da parte della folla scatenata, di vedere la frenesia mimetica che la scatena. I persecutori credono di << far bene >> e sono convinti di operare per la verità e la giustizia, credono di salvare in tal modo la loro comunità”. (4)Il male, Satana è, prendendo alla lettera i testi evangelici, il Re delle Tenebre e, secondo René Girard, le tenebre non sono altro che una metafora per indicare la condizione d’inconsapevolezza. L’inconsapevolezza persecutoria del meccanismo vittimario è, con la teoria mimetica, il fondamento del pensiero di Girard.
[…] la discriminazione rappresenta un diritto imprescindibile sul versante sociale quanto l’eguaglianza rappresenta un diritto imprescindibile sul versante politico. Il problema, dunque, non è come eliminare la discriminazione, ma come tenerla dentro i confini della sfera sociale, in cui è legittima, e come evitare che trapassi nella sfera politica e in quella personale, in cui invece è distruttiva. […] Gli standard sociali non sono e non devono diventare standard giuridici. Se la legislatura segue il pregiudizio sociale, la società diventa tirannica […] Nel momento in cui la discriminazione sociale è ratificata per legge, si trasforma in persecuzione.(5)
La comparazione tra le analisi del pre-giuridico antropologico in René Girard e quelle giuridico-morali in Hannah Arendt meriterebbero di essere approfondite.
(1) C. Boi, Caterina, Hannah Arendt e la delineazione di una teoria politica "a-morale". Bollettino telematico di filosofia politica, (2018)
(2) H., Arendt, La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme, tr. it di Piero Bernardini, Milano 1964, p. 57
(3) Ibidem p. 466
(4) R. Girard, Vedo Satana cadere come la folgore, tr. it. Adelphi, Milano 2001, pp. 169.
(5) H. Arendt, Riflessioni su Little Rock, in Id. Responsabilità e giudizio, tr. it, di Davide Tarizzo, Torino 2004, p. 167
domenica 5 dicembre 2021
'Rewriting my story’: intervention for the prevention of violent extremism in juvenile detention centres in Italy
The practice was implemented in 2019 under the framework of the project FAIR ‘Fighting Against Inmates’ Radicalisation’. Project FAIR was implemented during the period 2017-2019 by a consortium of 10 NGOs across Europe and headed by Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo. The project was executed with the support of Scientific Coordinators Diletta Berardinelli and Luca Guglielminetti.
"Rewriting my story" intervention for the prevention of violent extremism in juvenile detention centres in Italy is now in the RAN Collection here
mercoledì 24 novembre 2021
Il processo del secolo a Parigi
venerdì 19 novembre 2021
Challenges in Conciliating Soft and Hard Power
My speech in the workshop on local governance in the framework of the European project PACTESUR: Securing public spaces in the face of evolving threats (Nice, Liège, Turin, Efus & Anci Piemonte). Funded by the Internal Security Fund.
[Day 2] Challenges in conciliating #soft and #hard power: safety & security in the multi-agency approach, by @NCLetterario @RANEurope Ambassador for Italy
— PACTESUR project (@PACTESUR) November 18, 2021
🔶 To protect citizens
🔶 To prevent engagement into violent groups
🔶 To support disengagement and rehabilitation pic.twitter.com/aK9z9SKrb9
martedì 16 novembre 2021
Participation Workshop 2021
Programma de Workshop internazionale del 24 Novembre 2021 nel quadro del progetto europeo "Participation" che presenterà le più recenti tendenza nella ricerca su estremismi e radicalizzazioni.
lunedì 8 novembre 2021
Nuove generazioni e contrasto dell’estremismo violento.
venerdì 22 ottobre 2021
Educare alle differenze nell'ottica del contrasto ad ogni forma di estremismo violento
Locandina del programma dell'evento provinciale di formazione sugli Estremismi Violenti del 29 Ottobre 2021, organizzato dall'Ufficio Scolastico per la Lombardia, Regione Lombardia e Liceo Artistico Modigliani
