mercoledì 30 settembre 2020

lunedì 28 settembre 2020

De-radicalizzazione e studi sul cervello


De-radicalizzazione e studi sul cervello degli estremisti jihadisti nella puntata del programma ‘Laser’ (Radio svizzera di lingua italiana)
di Chiara Sulmoni

Di cosa si occupano e cosa implicano i programmi di de-radicalizzazione?

E come reagisce il cervello di un sostenitore di gruppi jihadisti, in determinate situazioni? Cosa ci raccontano le scansioni cerebrali?

Cosa può intensificare la radicalizzazione e cosa favorisce invece il distacco e il disimpegno dalla violenza?

venerdì 21 agosto 2020

3° International Day of Remembrance of & Tribute to the Victims of Terrorism

 

sabato 25 luglio 2020

Due video su radicalizzazione e deradicalizzazione

Produced in the framework of the European project "DO ONE BRAVE THING": Stand up to the extremist narratives we are exposed to offline and online, to speak out against violence and violent extremism, and to dissuade others from supporting extremist movements. 

Prima parte: 

Cadere nella spirale della radicalizzazione, come succede?

In this video, RAN expert Luca Guglielminetti describes the different situations and fertile conditions which may lead to the progressive detachment of one person from their usual social context and the emergence of polarising views which eventually result in extremism and radicalisation



Seconda parte: 

Il disimpegno è possibile ed è così che funziona

ENG - In this video, RAN expert Luca Guglielminetti describes how a person who has fallen into the spiral of hate, violence and engagement in radical groups can leave the movement to start a new life.




mercoledì 24 giugno 2020

martedì 23 giugno 2020

Essere psicologi dopo la pandemia

Il Kit "Support the Supporters" sarà presentato nella formazione organizzata da ESPRÌ il 24 Giugno ore 17.
Si inaugura il 24 giugno e durerà fino al 20 luglio il corso di formazione specialistica “Essere psicologi dopo la pandemia” che, oltre a presentare alcune importanti esperienze sul campo, fornirà linee guida e metodologie di lavoro utili allo psicologo professionista impegnato nel prossimo futuro a far fronte alle conseguenze individuali e sociali della Pandemia.
I formatori sono docenti universitari e Psicologi-psicoterapeuti da tempo impegnati nelle emergenze nelle istituzioni, nel privato sociale e nella Sanità pubblica, con la specifica caratteristica di coniugare l’esperienza sul campo alla riflessione scientifica e umana.


giovedì 11 giugno 2020

Presentazione del Kit "Support the Supporters"


Conferenza di presentazione StS

Conferenza 15 Giugno 2020 ore 18.00


Presentazione del "KIT Support the Supporters", una raccolta di strumenti e documenti utilizzabili dagli operatori che in questa emergenza si stanno spendendo a favore dei cittadini negli ambiti della Sanità, della Protezione Civile, del Privato Sociale.
Il “KIT” è un insieme di linee guida, raccomandazioni, analisi e strumenti per mitigare i rischi che possono compromettere la resilienza degli operatori pubblici e del terzo settore che stanno supportando la salute fisica e mentale dei cittadini e che a loro volta sono sottoposti allo stress e alle possibili traumatizzazioni secondarie. Esso è concepito in modo tale da essere facilmente consultabile, ma anche integrabile dagli stessi fruitori.
KIT rientra nell’azione “Support the Supporters” ed è uno dei prodotti del progetto “ICS - INSIEME CONTRO LA SOLITUDINE” finanziato dalla Compagnia di San Paolo e voluto da ESPRI’-Psicologi per i Popoli Torino in collaborazione con Psicologi nel Mondo Torino e l’Associazione Leon Battista Alberti.

KIT è il frutto di un lavoro interdisciplinare svolto da un Comitato Scientifico composto da:
· Maria Teresa Fenoglio, Presidente Psicologi per i Popoli Torino ed ESPRI’, docente Unito;
· Monica Agnesone, responsabile della psicologia Aziendale in ASL Città di Torino;
· Vittoria Ardino, psicotraumatologa, Presidente SISST- Società Italiana per lo Studio dello Stress Traumatico;
· Alfredo Mela, sociologo, Polito, Psicologi nel Mondo Torino (referente scientifico, ESPRI’)
· Massimo Mari, psichiatra, Asur-Area Vasta 2 , GORES Marche, (referente scientifico ESPRI’);
· Fabio Sbattella, Responsabile dell’Unità di ricerca in psicologia dell’emergenza (UniCatt Milano) (referente scientifico Esprì);
· Luca Guglielminetti, vittimologo e esperto di resilienza (UniBg, Ass. LBA), Coordinatore.

Interverranno:
• La Presidenza del Consiglio Regionale del Piemonte: Alessandro Stecco
• L’Assessore comunale di Torino: Alberto Unia
• L’Assessore comunale di Torino: Marco Giusta
• L’Assessore regionale del Piemonte: Luigi Icardi
• L’Assessore regionale del Piemonte: Marco Gabusi
• I referenti del progetto e della Salute mentale della Compagnia di San Paolo: Daniela Gulino
• Il presidente di VolTo: prof. Gatto
• il Presidente dell'Ordine degli Psicologi Gian Carlo Marenco

-> Zoom meeting ID: 6341401808
-> per partecipare scrivere registrasi all'evento su Facebook o inviare email a psicologiperipopoli.torino@gmail.com

lunedì 25 maggio 2020

KIT DI SUPPORTO AGLI OPERATORI PSICO-SOCIALI IN PRIMA LINEA NELLA PANDEMIA

"Support the Supporters" è parte del progetto “ICS - INSIEME CONTRO LA SOLITUDINE”, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, è promosso da Psicologi per i Popoli Torino in collaborazione con Esprì, Psicologi nel Mondo Torino e l’Associazione Leon Battista Alberti. 

Il Kit contiene risorse, linee guida, suggerimenti, analisi e strumenti di aiuto agli operatori volontari o pubblici della psicologia dell’emergenza che stanno affrontando l’emergenenza pandemica da Covid-19, elaborato da un team scientifico multidisciplinare, per mitigare i rischi che possono compromettere la resilienza - connessi allo stress e alle possibili traumatizzazioni secondarie

Il file originale del Kit, sempre aggiornato, è qui:
-> https://drive.google.com/open?id=13wWpf1Dd6dNRY14bkoFECi2YI5S5onsF

-> Qui puoi sfogliare l'anteprima: https://issuu.com/ncletterario/docs/lineeguidasts-vers1-5blow



Qui link al test online di auto-valutazione ProQOL_5 su Compassion Fatigue, Burnout e Compassion Satisfaction:
-> https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdpqY4PK0XMhC6hPg1QxUlZN0Skvrs5COK2c283bqkoyfjZow/viewform

giovedì 14 maggio 2020

La liberazione di Silvia Romano e l’eredità di Primo Levi




Quello che sta patendo Silvia Romano è definito in letteratura la “colpevolizzazione della vittima” (victim blaming) ed è una forma di vittimizzazione secondaria: prima la violenza fisica dei rapitori, poi quella verbale dell'opinione pubblica.

Aver assistito al meccanismo del capro espiatorio in questo periodo di lockdown da pandemia nei confronti dei vari segmenti sociali, "untori" del coronavirus, ci ha reso ancora più esercitati ad individuare colpevoli su cui scaricare i nostri risentimenti. "Abbiamo tutti meno soldi e li spendiamo per pagare un riscatto", sentiamo ripetere sui social, per fare un solo esempio.

È piuttosto paradossale il fatto che ci siamo trovati anche noi tutti rapiti ai nostri domicili nella più completa incertezza, con la necessità di inventarci qualcosa per sopravvivere e restare sani, soprattutto di mente, senza tuttavia riuscire ad attivare nei confronti di Silvia l'empatia, la capacità di immedesimarsi in un persona rapita per un periodo così lungo, un anno e mezzo (!). Anzi, come occorso nel caso di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, le due cooperanti poco più che ventenni partite alla volta della Siria e subito rapite il 31 luglio 2014, anche in questi giorni ci troviamo un quadro di “odio civile” in cui si sommano idiosincrasie politiche, religiose e sessuali.

Lo sforzo di intendere le vittime tutte uguali perché eguale è l'insensatezza e l'ingiustizia della violenza politica, ideologica, religiosa o di genere su di loro esercitata, è un passaggio culturale che a molti resta difficile compiere. Infatti, il biasimo della vittima si indirizza a seconda della parte politica a cui l'ascriviamo. Prendiamo per esempio lo scenario iracheno del 2004: quando il rapito è percepito come di destra, nel casi di Fabrizio Quattrocchi, si scateno il biasimo di certa sinistra; pochi mesi dopo, nel caso delle sue Simone, percepite come di sinistra, all'opposto si scatena il biasimo del fronte opposto. L'anno dopo, sempre in Irak, abbiamo assistito alla polarizzazione del biasimo incrociato in occasione della liberazione della giornalista del Manifesto, Giuliana Sgrena, durante il quale viene ucciso il funzionario del SISMI, Nicola Calipari.

Queste "minoranze rumorose" con le loro espressioni di biasimo non comprendono ciò che tutti i terroristi sanno benissimo: la vittima non deve essere compianta, non deve suscitare pietà o diventa emblema di martirio: bisogna che prima di tutto essa susciti orrore, se uccisa, o disprezzo, se sopravvive. La società civile ha sempre avuto difficoltà ad esprime pietà verso le vittime della violenza politica, se non è percepita come vicina alla propria/o parte/partito politica/o. Il prof. Angelo Ventura, tra i massimi storici del terrorismo italiano, nel 1986 così iniziò un suo intervento a Torino:
«Le vittime sono ingombranti. Gli studiosi delle forme di violenza politica conoscono bene la tendenza dell’opinione pubblica a criminalizzare la vittima, per rassicurarsi ed esorcizzare il pericolo, convincendosi che in fondo la vittima qualche cosa deve pur aver fatto per meritarsi la violenza. È questo uno dei principali effetti psicologici che intende ottenere il terrorismo, secondo un meccanismo già largamente sperimentato dallo squadrismo fascista e ora sistematicamente applicato dal terrorismo rosso e nero». 
Così ancora oggi, con il terrorismo jihadista scatta un meccanismo per cui pensiamo che "la vittima se l'è cercata". In politica nessuno è innocente, è il ragionamento sotteso, quindi se ti trovi nei guai qualche cosa avrai fatto per meritarti una ritorsione.

Di fronte a Silvia Romano liberata dai suoi sequestratari di al–Shabaab che si presenta al pubblico dei suoi concittadini italiani in abiti "islamici", il paragone virale che gira sui social recita: è come se un ebreo liberato uscisse dai campi di concentramento nazisti in divisa nazista. Il presunto scandalo è talmente stupito che non offende solo Silvia con il suo diritto di sopravvivere e affrontare il trauma con gli strumenti che ciascuna vittima di un rapimento è libera di scegliere nel contesto costrittivo e violento nella quale si ritrova, ma offende anche oltre 30 anni di eredità di pensiero di Primo Levi. In particolare il suo insegnamento sulla figura tragica del "salvato", il sopravvissuto che sopporta già di suo il peso della vergogna («la vergogna del sopravvivente»), l'onta delle sua collaborazione col carnefice e il senso di colpa verso i “sommersi”.

Taluno vorrebbe, infatti, che la (presunta) collaborazione di Silvia col nemico venga pagata con la vita o con almeno con l'accusa di favoreggiamento verso il terrorismo. Altri, dagli scranni in Parlamento, la definiscono “neo terrorista”.
Ecco, concludo chiedendo ai mittenti di avere il coraggio di girare il loro biasimo a Primo Levi e ai molti sopravvissuti dei campi di sterminio che si sono suicidati dopo essere stati liberati.

Dietro il victim blaming risulterà, così evidente, sorgere un reato preciso: l’istigazione al suicidio.


P.S. questo testo è un approfondimento delle dichiarazioni rilasciate ieri al quotidiano Avvenire qui
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Bibliografia

GUGLIELMINETTI L. (2019) La radicalizzazione pacifica delle vittime del terrorismo, in “TERRORISMO  Vittime contesti e resilienza”, EducCatt, Milano

GUGLIELMINETTI L. (2017) La percezione sociale delle vittime del terrorismo, in “Rassegna Italiana diCriminologia” (RIC), n. 4, pp. 269-276

LEVI P. (1986) I sommersi e i salvati, Einaudi, Torino

VENTURA A. (1986) In Atti del Convegno “Lotta al terrorismo. Le ragioni e i diritti delle vittime”, tenutosi a Torino il 5 aprile del 1986 e pubblicati dall’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo, Torino

mercoledì 13 maggio 2020

Silvia e le vittime ferite due volte

 


Articolo Vincenzo R. Spagnolo mercoledì 13 maggio 2020 sul quotidiano Avvenire in merito alla vittimizzazione secondaria della cooperante Sivia Romano con le considerazioni e i precedenti di "victim blaming" di Luca Guglielminetti.



Silvia e Le Vittime Ferite ... by Luca Guglielminetti on Scribd
Versioni originali qui:
- http://avvenire.ita.app.newsmemory.com/?publink=0f8dc6928
- https://www.avvenire.it/attualita/pagine/silvia-e-le-vittime-ferite-due-volte