sabato 24 dicembre 2022
Civil Society Organisations in Preventing Violent Extremism
lunedì 21 novembre 2022
“Esterno Notte” tra politica e violenza
Più studio la violenza politica, più mi allontano dalla politica. Il pregio del film “Esterno Notte” di Marco Bellocchio è di sottolineare esattamente il limite della politica, quando si trova a decidere sulla violenza.
venerdì 18 novembre 2022
martedì 1 novembre 2022
Texts of Persecution In Girard and Conspiracy Theories In Manzoni: a Pre-crime Approach
Take a look at my last (draft) paper under peer review:
"In Le bouc émissaire René Girard examined a work by the French poet Guillaume de Machouat, to return on the 'texts of persecution' during The Back Death. In this paper I suggest the emergence of both conspiracy theories and vindication texts, similar to ones still being used by contemporary terrorists, during the second wave of plague in Europe in the seventeenth century. This emergence was highlighted in Milan by Alessandro Manzoni, the nineteenth-century Italian Catholic novelist, poet and essayist. According to Girard the reconciliation mimesis to the detriment of the victim is culturally defined by myths and with less and less effectiveness by persecution texts. In analysing Manzoni's work, I will argue that vindications and conspiracy theories are the legacy of the persecution texts of the Early Modern Age: from texts by writers who "consider themselves judges", Guillaume de Machouat in Girard, to texts by people who are in fact judges, those in Milan in Manzoni's Storia della Colonna Infame. Furthermore, this analysis tries to give some evidence on the role the victims of political violence, both by states and nonstate actors, such as the victims of the Shoah and of terrorism, and their contribute to the efforts to find narratives that counter conspiracy theories and improve the efficacy of crime prevention work".
lunedì 13 giugno 2022
Immigrazione ed estremismi: comprendere, prevenire, collaborare
Anche in Friuli le scuole hanno intrapreso le prime attività di prevenzione. Se ne parlerà nell'incontro di mercoledì 15 giugno 2022 a Udine:
"Immigrazione ed estremismi: comprendere, prevenire, collaborare"
Report finale Progetto “Comprendere la radicalizzazione: strumenti e metodi per individuare i primi segni di radicalizzazione all'interno delle scuole in FVG”
sabato 11 giugno 2022
Prevenzione della Radicalizzazione e dialogo interreligioso
Nel quadro del progetto 'Formare per conoscere. Religioni e cittadinanza' dall'Istituto Sangalli per la storia e le culture religiose. Seminario lunedì 6 giugno 2022 a Firenze.
lunedì 9 maggio 2022
Un 9 Maggio per 3 celebrazioni difficili
l 9 maggio è una data che quest’anno ci presenta un incrocio che non può non passare inosservato. Mentre in Italia è il Giorno in Memoria di tutte le vittime del terrorismo, nell’anniversario dell’uccisone di Aldo Moro nel 1978, e in Europa si festeggia il giorno del 1950 in cui Robert Schuman presentò il piano di cooperazione economica, ideato da Jean Monnet; in Russia e nei Paesi dell’ex-blocco sovietico il 9 maggio è il Giorno della Vittoria del 1945 che segna, con la cattura di Hermann Göring e Vidkun Quisling, la fine della seconda guerra mondiale.
È noto che il modo in cui l’establishment di un Paese cerca di costruirne l’identità collettiva passa per l’uso politico del passato, con scelte e iniziative pubbliche costruite attraverso cerimonie, anniversari, celebrazioni, musei, statue, mausolei, opere letterarie e artistiche, insegnamento della storia nelle scuole. Altrettanto noto è che dietro la festa dell’Europa ci fosse l’avvio di un nucleo economico europeo, a partire dalla messa in comune delle riserve di carbone e acciaio, come primo passo indispensabile al mantenimento della pace sul continente.
Meno noto, invece, il fatto che l’establishment ucraino post-Majdan, successivo cioè alla caduta nel 2014 del regime filo-russo del preside Viktor Janukovyč, decise di ridisegnare il Giorno della Vittoria cambiatogli nome, con il decreto del presidente Petro Poroshenko del 24 maggio 2015, e che avviò così un preciso processo di dekommunizacija – decomunistizzazione – del paese. Da allora le autorità ucraine hanno deciso di trasformare l’omaggio agli eroi della Grande Guerra Patriottica, commemorandone piuttosto le vittime, come si usa nell’Europa occidentale: una giornata della Memoria e della Riconciliazione.
Così come il conflitto in Ucraina era già iniziato dal tempo dalla guerra del Donbass, parimenti sono seguiti paralleli gli atti simbolici - come la recente decapitazione la testa “russa” nella demolizione del monumento che rappresenta due operai, uno ucraino e l'altro russo, mentre sorreggono la stella dell'Ordine sovietico dell'amicizia – che segnano un processo di separazione di identità e memoria(li). Se nel 2015 l’establishment ucraino, come del resto gli intellettuali, potevano ancora scommettere su una riconciliazione, su una convivenza di culture e lingue russe e ucraina, oggi questo sembra impossibile. Una impossibilità che ci porta a riflettere sulle memorie divise della nostra storia nazionale che negli ultimi 15 anni ha visto opporsi, ogni 9 maggio, chi spendeva il suo ricordo per Aldo Moro e le oltre 400 vittime italiane del terrorismo dell’Italia repubblicana e chi per Peppino Impastato, il giornalista e attivista politico noto per le sue denunce contro le attività di Cosa Nostra, a seguito delle quali fu assassinato 10 ore prima del presidente della Democrazia Cristiana.
Alcune memorie diventano ufficiali, con le loro cerimonie di Stato, mentre altre restano private, patrimonio di una sola parte politica, come capita anche nell’estrema destra italiana e le sue commemorazioni dei camerati caduti negli scontri di piazza con l’estrema sinistra o verso i caduti delle Repubblica di Salò. Di fronte ai conflitti, la riconciliazione è una speranza sempre aperta, mentre l’idea di “memoria condivisa” è un ossimoro che resta una chimera. Tuttavia ci sono segni di queste tragiche memorie che lasciano tracce di conoscenza. Se l'epitaffio inciso a Cinisi (PA) sulla tomba di Peppino Impastato, recita: "Rivoluzionario e militante comunista - Assassinato dalla mafia democristiana", davanti alla tomba di Aldo Moro a Torrita Tiberina (RM), è stato apposto un epitaffio solo nel 2005, in spagnolo, che in italiano recita: “In memoria di Aldo Moro morto a causa della cecità criminale delle Brigate Rosse e abbandonato da coloro che considerarono che la salvezza della sua vita non meritasse il disonore di una sconfitta”.
Quest’ultimo epitaffio, oltrepassando la retorica delle commemorazioni ufficiali o quelle private di una parte politica, è quanto oggi non dovrebbe passare inosservato. Ci dice, infatti, qualcosa che ci interroga, davvero in profondità, sul prezzo da pagare per la salvezza di qualunque vita: ieri oggi o domani.
domenica 8 maggio 2022
Memoria, testimonianza e prevenzione delle vittime del terrorismo
Intervista Rai News 24 dell'8 maggio, ore 21,30, sul Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e la prevenzione della radicalizzazione violenta
sabato 7 maggio 2022
mercoledì 20 aprile 2022
Conspiracy theories from René Girard to nowadays CVE challenges
Girard coins the term textes de persécution (persecutory texts) to refer to texts which are unconsciously structured by the sacrificial logic that he has uncovered. Particularly in Le Bouc émissaire, René Girard highlights how these texts are complicit with the designation and persecution of scapegoats; for example, anti-Semitic texts are written as if their authors really believed in the guilt of the Jews, so such texts actively encourage and participate in the violence of the persecutory mechanism.
Tomorrow, in the framework of THE MIMETIC TURN: Final International Conference on Homo Mimeticus , I'll present my paper on modern conspiracy theories: scapegoats and narratives around the Great Plague of Milan (1930) and today challenges in preventing violent extremism.
giovedì 14 aprile 2022
Estremismo di destra e de-radicalizzazione
Incontro con gli autori del Rapporto #ReaCT2022: il Rapporto annuale dell'Osservatorio sul Radicalismo e il Contrasto al Terrorismo (#ReaCT2022) è disponibile online dal 24 febbraio.
Ogni settimana START InSight presenta i diversi contributi in un incontro con gli autori. In questa puntata, gli ospiti sono Mattia Caniglia e Luca Guglielminetti.
In 20 minuti si è discusso di: estremismo violento di destra e de-radicalizzazione nel contesto neo-nazista (case study italiano).
martedì 29 marzo 2022
Historical Context of anti-Semitic Narratives
Setting the scene of the Radicalisation Awareness Network (RAN) meeting on ‘Antisemitism as a part of almost all extremist ideologies and narratives’.
mercoledì 16 marzo 2022
Promuovere l'educazione alle differenza contro gli estremismi violenti
CORSO DI FORMAZIONE PER INSEGNANTI
“Educazione alle differenze contro ogni forma di estremismo violento”
Promosso dell'Ufficio Regionale Scolastico della Lombardia.
24 marzo ore 15.00 - 18.00 su piattaforma MEET
31 marzo ore 15.00 - 18.00 su piattaforma MEET
DOCENTI:
dott. Luca GuglielminettiLuca Guglielminetti - esperto in prevenzione e contrasto agli estremismi violenti
dott.ssa Laura Belloni Sonzogni - psicologa, psicoterapeuta, presidente Psicologi per i Popoli Lodi Onlus
dott.ssa Claudia Popolillo - psicologa, sessuologa
dott.ssa Marta Ferrari - psicologa, psicoterapeuta. Co-founder Centro Antiviolenza di Lodi”
Presentazione
Il corso, a partire dalla condivisione di un linguaggio comune sulle tematiche trattate, intende approfondire dal punto di vista teorico aspetti cruciali quali le dinamiche psicologiche, sociali e politiche che sottostanno ai processi di discriminazione e radicalizzazione.
Nel primo modulo in particolare saranno approfonditi i sistemi motivazionali interpersonali e le dinamiche comunicative di gruppo e che contribuiscono alle forme dell’estremismo violento; l’attenzione si focalizzerà inoltre sulla dimensione politica - religiosa di quelle forme di radicalizzazione che sfociano nel terrorismo ideologico.
Nel secondo modulo si intende ampliare la conoscenza delle possibili forme di discriminazione in un’ottica intersezionale, focalizzando maggiormente l’attenzione su violenza di genere e omo-bi-transfobia.
Un presupposto fondamentale del percorso è quello di condividere le esperienze personali associabili ai temi di cui si tratta, concentrandosi in modo partecipato anche sulle risonanze e i vissuti dei partecipanti, mettendosi in gioco come persone e valorizzando il proprio ruolo educativo: questi gli ingredienti e le risorse da cui partire.
Questa riflessione aperta e condivisa mira ad arrivare alla costruzione di ipotesi di intervento per prevenire il fenomeno, sicuramente a partire dalle best-practices già presenti in letteratura, ma soprattutto grazie al contributo attivo dei partecipanti, che contestualizzano gli interventi adattandoli alle esigenze del proprio gruppo classe.
lunedì 14 marzo 2022
Persecutory Texts and Conspiracy Theories
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