sabato 21 settembre 2019

Typologies of Terrorism and Political Violence

Violent politics – the 3 levels in the spectrum of political action, by A. P.  Schmid (2011)
The Spectrum of Political Action
The Spectrum of Political Action

Adapted from A. P. Schmid, Political Terrorism, (Amsterdam: North-Holland, 1988), pp. 58-59; this updated version and the explanatory text is taken from S.V. Marsden and A. P. Schmid, ‘Typologies of Terrorism and Political Violence’, in A. P. Schmid (Ed.) (2011)

sabato 14 settembre 2019

Corso di formazione per Dirigenti scolastici e Docenti sugli estremismi violenti

Calendario del corso di formazione per Dirigenti scolastici e docenti “Educazione alle differenze nell’ottica del contrasto ad ogni forma di estremismo violento" nel quadro della Convenzione tra Regione Lombardia e Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia. Settembre-Novembre 2019


Corso di formazione per Dir... by Luca Guglielminetti on Scribd

giovedì 12 settembre 2019

Dialogo e Diritti per prevenire la radicalizzazione in carcere

Roma, sala Zuccari Palazzo Giustiniani 11 Settembre 2019 - Conferenza finale del progetto europeo FAIR

Articolo di  Vincenzo R. Spagnolo sus Avvenire dell'11 Settembre 2019 sulla Conferenza finale del progetto europeo FAIR - Fighting Against Inmates’ Radicalisation


L'abbraccio fra un giovanissimo detenuto e una donna venuta fuori dal carcere a raccontare la tragica storia di suo figlio. E poi le parole del ragazzo: "Grazie. Avrei voluto sentire cose così prima di finire qui dentro".
L'incontro, nell'aprile scorso, fra i giovani reclusi del penitenziario minorile Ferrante Aporti di Torino e Valeria Collina, madre italiana convertita all'Islam che ha visto suo figlio imboccare la strada del terrorismo, è stato uno dei momenti più toccanti del progetto europeo "Fair" (acronimo di Fighting against inmates' radicalization) per prevenire la radicalizzazione in carcere.
La signora Collina ha parlato della tragica vicenda del figlio 22enne Youssef Zaghba, che il 3 giugno 2017 con altri due estremisti ha preso parte a un attentato sul London Bridge, che ha causato 11 vittime, fra cui i tre attentatori.
Con coraggio e franchezza, mamma Valeria ha condiviso uno spaccato esistenziale in cui elementi di vita familiare, contesto religioso, problemi di incomprensione, ma anche sollecitazioni giunte dal web e dallo scenario geopolitico, hanno concorso a ciò che poi è avvenuto.
La sua narrazione è un tassello del mosaico di incontri e laboratori realizzato dal progetto Fair. Costato circa 900mila euro (il 90% da fondi Ue), è tra quelli finanziati dalla Commissione Europea in materia di radicalizzazione e terrorismo.
È partito nel 2017 e si concluderà fra un mese. Ed è stato portato avanti dalla Fondazione Nuovo Villaggio del Fanciullo di Ravenna, ente capofila di una decina di partner di Finlandia, Lituania, Ungheria, Romania, Slovenia, Olanda, Portogallo e Malta.
I risultati del progetto verranno analizzati oggi in Senato, in un convegno aperto dalla vicepresidente dell'assemblea di Palazzo Madama, Anna Rossomando, e dal capo del Dap Francesco Basentini e al quale prenderanno parte criminologi, magistrati ed esperti europei. In Italia, su circa 60mila detenuti in 190 istituti, circa 7mila (fra cui 44 "convertitisi" in carcere) sarebbero praticanti di fede islamica.
I condannati o imputati per reati di terrorismo di matrice jihadista sono 66 (dati de12018), inseriti in un circuito di "Alta Sicurezza": gli uomini in apposite sezioni dei penitenziari di Nuoro, Sassari e Rossano (Cosenza), due donne a L'Aquila. Oltre a loro, si contano 478 soggetti monitorati per rischio di radicalizzazione jihadista: 233a livello "alto"; 103 "medio" e 142 a livello "basso". Il progetto ha rivolto la propria formazione anche alle guide spirituali, con una sessione per i cappellani del Piemonte e un'altra per 50 imam (in collaborazione con l'Ucoii) presso il Centro islamico di Brescia.
A loro si è rivolto Omar Sharif Mulbocus, ex estremista inglese negli anni 90, oggi formatore e testimone di un percorso di deradicalizzazione, che ha offerto strumenti pratici per aprire un dialogo con detenuti "radicalizzati".
E la relazione del progetto Fair - visionata da Avvenire in anteprima - registra un paradosso: l'amministrazione penitenziaria sembra "preferire il proliferare di imam "faida te", cioè autoproclamatisi tali in carcere, piuttosto che seguire le pratiche pilota che hanno introdotto imam formati e stimati dalla propria comunità locale" che conducono "la salat, la preghiera del venerdì, in arabo e in italiano focalizzando i sermoni su perdono, riconciliazione o dialogo interreligioso".
In carcere, il rispetto dei diritti può evitare la "vittimizzazione" che apre la porta ai radicalismi, spiega il coordinatore scientifico Luca Guglielminetti, e il progetto individua "raccomandazioni concrete per l'Italia che oggi presenteremo con l'auspicio che Parlamento e nuovo governo le facciano proprie".
Fra queste, l'adozione di una normativa in materia di prevenzione del radicalismo, che riparta dal disegno di legge presentato da Andrea Manciulli e Stefano Dambruoso (ora pm antiterrorismo a Bologna), che il Parlamento non riuscì a varare alla fine della scorsa legislatura.

mercoledì 4 settembre 2019

STATO DI DIRITTO E PREVENZIONE DELL’ESTREMISMO VIOLENTO IN CARCERE

Versione italiana del rapporto sui principali risultati in Italia del progetto europeo FAIR - Fighting Against Inmates' Radicalisation (2018-2019), che sarà presentato alla Conferenza finale del progetto a Roma l'11 settembre 2019: “The rule of law and the prevention of violent extremism: between policies and practices in European prison and probation  systems”

  • See English version here


sabato 31 agosto 2019

L'anti-eroe Antonio Iosa

Antonio Iosa e Luca Guglielminetti alla Casa delle Memoria di Milano il 20 gennaio 2016


"Carissimi tutti, 
questa mattina è venuto a mancare il nostro caro papà, Antonio Iosa, che avete conosciuto per il suo instancabile e straordinario impegno culturale, civile e sociale portato avanti con forza e tenacia fino alla fine da un attività lunga ben 60 anni con la Fondazione Carlo Perini e con l’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo. 
Il suo ultimo pensiero è stato quello di salutare e ringraziare tutti Voi per questi anni di amicizia e vicinanza sincera, ricordando strenuamente l’importanza della Memoria e della Legalità da trasmettere in particolare ai Giovani delle scuole. 
Questi erano diventati i cardini di quella che si può definire una vera e propria missione di Antonio “per non dimenticare le vittime del terrorismo e di stragi e per educare i Giovani alla Legalità, alla non violenza, al rispetto della Vita Umana”. 
Un caro saluti da Christian e Davide, i figli, e da Raffaella nostra mamma". 

Così è stata annunciata il 29 agosto 2019 la scomparsa di un'eroe civile col quale ho collaborato per 15 anni all'interno dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo (Aiviter). In vero un "anti-eroe" delle non-violenza che ha speso la sua vita denuciando lo scandalo dell'assassinio politico. Per comprenderne il valore segnalo questa intervista pubblicata esattamente un anno fa sulla Rivista di Criminologia, Vittimologia e Sicurezza (RCVS), che sono orgoglio di aver curato come suggello di un'amicizia franca e duratura.


sabato 10 agosto 2019

The rule of law and the prevention of violent extremism

INTERNATIONAL CONFERENCE

 “The rule of law and the prevention of violent extremism: 

between policies and practices in European prison and probation  systems” 


11 September 2019 
 In Rome - Italy, Sala Zuccari, Palazzo Giustiniani, via della Dogana Vecchia n. 29 
In the framework of the European project FAIR - Fighting Against Inmates’ Radicalisation : 

sabato 3 agosto 2019

Terrorism: linking the psychology of the survivors to that of the executioners

Terrorismo. Vittime contesti e resilienza


"Luca Guglielminetti proposes some important reflections, developed as a consultant to the Italian Association of Victims of Terrorism (Aiviter), as a member of the board of the Italian Group for the Study of Terrorism (GRIST) and of the Radicalisation Awareness Network (RAN) set up by the European Commission. It is an articulated and innovative look, able to connect different episodes and phenomena, in the long history of terrorism. In particular, he offers tools to connect the psychology of victims and the psychology of terrorists. Fear, shame, a sense of helplessness, a desire for revenge and justice, can be linked together to the point of fuelling the spiral of violence. Only a strong awareness of the profound links that bind the psychology of the survivors to that of the executioners can allow us to break the circuits of violence. The peaceful radicalisation of the victims of terrorism is thus presented as a constructive way of countering the phenomena of violent radicalisation which feeds the ranks of terrorists." 
(From the book introduction by the editor, Fabio Sbattella, 2019) 

- Isbn: 9788893354417
- Publisher: EDUCatt

- Book an ebook available only in Italian https://bit.ly/338VZ2f

giovedì 25 luglio 2019

Ending PVE Work at the Juvenile Prison of Florence


The second PVE laboratory at the juvenile prison in Florence has also been completed. Among the outcomes by the young inmates also a rap song that I hope to be able to spread in the future. Thanks to Valeria Collina, mother of one of the 3 perpetrators at LondonBridge terror attack, and to the facilitators for their lively participation and hard work.

venerdì 12 luglio 2019

Jihadisti, ultras o neonazisti: la rieducazione a Torino

Dopo la condanna del jihadista Halili e le indagini sui neonazi della tifoseria juventina a Torino si coordinano gli attori multi-agenzia per attivare percorsi di deradicalizzazione e uscita dai gruppi estremisti violenti.

Articolo da la Repubblica Torino del 12-7-2019

giovedì 20 giugno 2019

Emotions and feelings behind propaganda




Working on positive/negative emotions and feelings behind propaganda leading to radicalisation with the Azerbaijanis and Algerians students at 'Prevenzione e contrasto alla radicalizzazione, al terrorismo e per le politiche di integrazione e sicurezza internazionale' (MaRTe) Master - Università degli Studi di Bergamo.

giovedì 13 giugno 2019

Seminario a Torino: “Terrorismo. Vittime contesti e resilienza”



Venerdì 21 giugno dalle 14.00 alle 18.00 avrà luogo, nella sala delle Colonne del Comune di Torino (Piazza Palazzo di Città, 1), il seminario “Terrorismo. Vittime contesti e resilienza”, dal titolo della recente pubblicazione della Unità di Ricerca in Psicologia dell’Emergenza della Università Cattolica di Milano.

Il Seminario, che ha avuto il patrocinio della Città di Torino, è organizzato da Psicologi per i Popoli Torino, che fa parte della task-force di Protezione Civile, e costituisce una lezione aperta al pubblico del Corso di Psicologia dell’Emergenza della Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute dell’Università.

Il tema copre trasversalmente diversi settori di impegno ed interesse della Città: la Protezione Civile, chiamata a provvedere a compiti di prevenzione sempre più complessi, il costituendo "Tavolo cittadino multi-agenzia di contrasto e prevenzione all'estremismo violento" e infine la tutela dei diritti umani, tra i quali quelli delle vittime. Torino ha avuto esperienza diretta del dolore causato dal terrorismo, negli "Anni di piombo" e quando, a seguito dell’attentato al Museo del Bardo a Tunisi, la Città dovette far fronte alla tragedia patita da alcuni propri funzionari.

I contenuti del seminario rispecchiano quelli presenti nella Pubblicazione: la guerra psicologica scatenata dal terrorismo e la psicologia della pace. Il diffondersi occulto del timore del terrorismo, tanto da essere ipotizzato alla base della reazione della folla a Piazza San Carlo. L’organizzazione degli aiuti psicologici a Tunisi e il dramma delle vittime del Bardo. Il lavoro di riflessione che la Città promuove sul fenomeno della radicalizzazione violenta sul solco delle politiche e pratiche europee.

Alla iniziativa hanno lavorato anche le Associazioni ESPRÌ (un rete di psicologi e operatori dell’emergenza) e Leon Battista Alberti attiva nella prevenzione nelle scuole.

Interverrà all'incontro l'ingegner Claudio Lamberti, Dirigente dell'Area Protezione Civile del Comune di Torino.

Modererà l’incontro Maria Bottiglieri, dell’Ufficio Cooperazione Internazionale e Pace che ha nel tempo curato le relazioni con la Tunisia.